E’ capitato a tutti, almeno una volta nella propria vita, di subire uno “sgambetto” dalla vita, un dispetto che non potevamo prevedere. Ovviamente anche io ne sono stata in trappola, e per troppo tempo un determinato episodio non mi ha permesso di concentrarmi a pieno sull’unico vero obiettivo che dovremmo avere nella vita: essere felici.
La vita infatti, non va sempre come la immaginiamo, anzi, spesso segue un percorso assolutamente imprevedibile. È così da sempre ed è così per tutti, eppure l’essere umano (specialmente dalle nostre parti) non riesce ad accettare la realtà… forse perché non la vede.
Pianifichiamo e programmiamo le nostre giornate e quelle degli altri e poi…. si verifica un episodio totalmente inatteso che sconvolge i nostri equilibri e le nostre certezze. Quando l’ episodio è positivo, siamo felici e crediamo magari di essere stati bravi a creare le giuste premesse, crediamo di essercelo meritato.
Quando l’episodio è negativo, succede l’apocalisse. Iniziamo ad ossessionarci di domande: cosa avrò fatto di male? perché è successo a me?

Se la vita ti volta le spalle, forse ti sta aiutando

La parabola del contadino cinese: La felicità passa anche per episodi apparentemente negativi

In un villaggio viveva un vecchio molto povero, ma perfino i re erano gelosi di lui perché aveva un bellissimo cavallo bianco; non si era mai visto un cavallo di una simile bellezza, una forza, una maestosità … i re offrivano prezzi favolosi per quel cavallo, ma l’uomo diceva a tutti: “ Questo cavallo non è un animale per me, è come una persona. E come si può vendere una persona, un amico?” L’uomo era povero, la tentazione era forte, ma non volle mai vendere quel cavallo.
Un mattino scoprì che il cavallo non era più nella stalla. L’intero villaggio accorse e tutti dissero: “ Vecchio sciocco! Lo sapevamo che un giorno o l’altro ti avrebbero rubato il cavallo. Sarebbe stato molto meglio venderlo. Potevi ottenere il prezzo che volevi. E adesso il cavallo non c’è più, che disgrazia!”
Il vecchio disse: “ Non correte troppo! Dite semplicemente che il cavallo non è più nella stalla. Il fatto è tutto qui: il resto è solo giudizio. Se sia una disgrazia o meno non lo so, perché questo è solo un frammento. Chissà cosa succederà in seguito?”
Ma la gente rideva, avevano sempre saputo che era un po’ matto.
Dopo quindici giorni, una notte, all’improvviso il cavallo ritornò.
Non era stato rubato, era semplicemente fuggito, era andato nelle praterie. Ora non solo era ritornato, ma aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi.
La gente di nuovo accorse e disse: “ Vecchio, avevi ragione tu! Quella non era una disgrazia. In effetti si è rivelata una fortuna”.
Il vecchio disse: “ Di nuovo state correndo troppo. Dite semplicemente che il cavallo è tornato, portando con sé una dozzina di altri cavalli… chissà se è una fortuna oppure no? È solo un frammento. Fino a quando non si conosce tutta la storia, come si fa a dirlo? Voi leggete solo una parola in un’intera frase: come potete giudicare tutto il libro?”
Questa volta la gente non poteva dire nulla, magari il vecchio aveva ragione di nuovo. Non parlavano, ma nell’intimo sapevano bene che il vecchio aveva torto: dodici bellissimi cavalli, bastava domarli e poi si potevano vendere per una bella somma.
Il vecchio aveva un unico figlio, un giovane che iniziò a domare i cavalli selvaggi. E dopo una sola settimana, cadde da cavallo e si ruppe le gambe. Di nuovo la gente accorse, dicendo: “ Hai dimostrato un’altra volta di avere ragione! Non era una fortuna, ma una disgrazia. Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, ed era l’unico sostegno della tua vecchiaia. Ora sei più povero che mai ”.
Il vecchio disse: “ Sempre a dare giudizi, è un’ossessione. Non correte troppo. Dite solo che mio figlio si è rotto le gambe. Chissà se è una disgrazia o una fortuna?… non lo sa nessuno. È ancora un frammento, non ne sappiamo mai di più…”
Accadde che qualche settimana dopo il paese entrò in guerra, e tutti i giovani del villaggio furono reclutati a forza. Solo il figlio del vecchio fu lasciato a casa perché era uno storpio. La gente piangeva e si lamentava, da ogni casa tutti i giovani erano stati arruolati a forza, e tutti sapevano che la maggior parte non sarebbe mai più tornata, perché era una guerra persa in partenza, i nemici erano troppo potenti.
Di nuovo, gli abitanti del villaggio andarono dal vecchio e gli dissero: “ Avevi ragione, vecchio: la tua è stata una fortuna. Forse tuo figlio rimarrà uno storpio, ma almeno è ancora con te. I nostri figli se ne sono andati, per sempre. Almeno lui è ancora vivo, a poco a poco ricomincerà a camminare, magari solo zoppicando un po’…”
Il vecchio, di nuovo, disse: “ Continuate sempre a giudicare. Dite solo che i vostri figli sono stati obbligati a partire per la guerra, e mio figlio no. Chi lo sa … se è una fortuna o una disgrazia. Nessuno lo può sapere veramente. Solo dio lo sa, solo la totalità lo può sapere ”.

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Non giudicare in fretta gli avvenimenti della vita: dai tempo al tempo

Come l’uomo cinese che perdendo un cavallo ne ha trovati tre e per colpa dei tre cavalli suo figlio si è infortunato e grazie a quell’infortunio il figlio è scampato a una morte certa, non dovremmo mai essere precipitosi nel giudicare gli avvenimenti inattesi della nostra vita. Nulla è bello o brutto in modo assoluto.
Magari ciò che oggi ti sembra un dramma ti sembrerà una benedizione tra due anni. Magari quel tradimento subito che ora ti sta distruggendo il cuore diventerà la tua salvezza quando tra qualche anno avrai al tuo fianco la persona che hai sempre sognato. Così come certi episodi apparentemente fortunati che ti succedono oggi potrebbero rivelarsi una sfortuna in futuro. Magari ti hanno promosso sul lavoro e sei felice, ma tra qualche anno ti guarderai allo specchio, stanco e invecchiato, e penserai di aver rinunciato alla tua felicità e al tuo tempo libero per un aumento di stipendio.
Nella vita ti succederanno tante cose inaspettate. Prima di giudicarle, fai passare un po’ di tempo. Prima di pensare a quanto sia ingiusta la vita con te, ricordati cosa disse il contadino cinese: “Forse sì, forse no. Vedremo“.

Non tutti i mali vengono per nuocere e non tutto ciò che sembra positivo all’inizio si rivela tale anche sul lungo periodo.

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