Una rana cade in una pentola d’acqua bollente, e subito schizza via.
Un’altra entra in una pentola di acqua fredda, e iniziò a nuotare.

La rana,caduta nella pentola di acqua fredda, credette di essere in un piccolo stagno pivato, tutto per lei, inizia a nuotare tranquillamente. Qualcuno arriva ed accende il fuoco sotto la pentola. Ora il fuoco è acceso, l’acqua si riscalda pian piano. Presto, l’acqua, diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Decide così di regolare la temperatura del suo corpo e smette di nuotare perché fare questo la stanca. Così si adegua abbassando la sua temperatura corporea… Ora, è stanca, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora. La rana non si accorge che l’acqua via via si scalda… via via… gradualmente sempre più… finché – semplicemente – muore bollita.


Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
P. Coelhio

 

Questa triste storiella ti dice qualcosa?

SMETTI DI ADATTARTI E PRENDI IN MANO LA TUA VITA

Ma allora, chi ha ucciso la rana?
Non è stata l’acqua bollente, ma l’incapacità della rana di decidere quando saltare.
Ora ti faccio una domanda: ti è mai capitato di sopportare situazioni, persone, non solo per un breve periodo, ma finché non hai detto basta, solo perché ti hanno insegnato che si resta finché non si impazzisce o che la resistenza è sinonimo di forza di carattere?

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LA PAURA DEL CAMBIAMENTO

Se ci pensi puoi applicare questo principio a tante situazioni che affronti nella vita.
Magari resti in una relazione che ti fa soffrire, per non causare dolore all’altro. Forse rimandi per anni la ricerca del tuo lavoro dei sogni e ti accontenti di un posto fisso in cui ti annoi. Oppure tieni nel cassetto il tuo sogno, perché lì è che ti hanno insegnato che vanno tenuti i sogni.
In sottofondo la colonna sonora è sempre uguale: “magari è colpa mia.. non sto poi così male…”
Viviamo in un tempo caratterizzato dal passioni tristi, dalla presenza di “monadi senza finestre” come li etichetta T. Hobbes, da esistenze inautentiche caratterizzte dal “si dice”, i morti viventi sono tornati in strada…
Tutti questi scenari hanno un punto di sintesi, declinato nella capacità di adattarsi, di accettare l’ immutabilità della realtà, la sua irreversibilità. Nessuno ci impone direttamente questo scenario, ma attraverso impercettibili sottrazione di diritti, il potere impersonale colonizza le nostre menti, il nostro linguaggio. Le emozioni, i sentimenti diventano liquidi, perché privati della pesantezza della fisicità. Il punto terminale è la morte dell’uomo, la perdita della sua identità.
Il paradosso è che preferiamo restare un una situazione non solo di immobile bonaccia, ma anche che non ci gratifica e non ci rende felici, ma a volte ci fa anche soffrire, e molto 🙁 , perché nell’inconscio nascondiamo la paura di rimetterci in gioco. Troppe sono le situazioni nelle quali ci adagiamo anziché lottare o “scappare”, proprio come la rana, che per salvarsi, avrebbe dovuto abbandonare la sua illusione “di stagno privato” e saltare fuori dalla pentola, anziché adattarsi all’acqua… ma il cambiamento la spaventa ancor più dell’acqua. Ecco una delle nostre vecchie amiche, la paura! Ed una delle più antica e più grande paura è il cambiamento.
Così si accumulano pian piano, piccole frustrazioni, piccole dosi di paura, di disagio, di rabbia… che presto o tardi portano ad esplodere. Tutte le emozioni negative represse e sepolte da un apparente adeguamento vengono buttate fuori in una volta sola e spesso con dolore e conseguenze molto forti, spesso non solo per noi stessi, ma anche per le persone che ci circondano… a volte il prezzo è molto caro, la rana ha pagato con la vita.
Vuoi sopportare fin quando non diventa più sostenibile?

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Accettare ogni cosa e adeguarsi non è vivere, ma sopravvivere. È permettere agli altri di decidere per te.
Nessuno ci fa del male. Siamo noi che glielo permettiamo!
Cosa puoi fare? Accetta ciò che è! Accetta il cambiamento! Non aspettare che “l’acqua bolla”: decidi di saltare!

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